Abduction : allucinazioni o realtà cognitive?

Non è necessario soffrire di "pieroangelismo" per allevare, dentro di noi, un cauto approccio nei confronti di tutta la fenomenologia che riguarda gli Incontri Ravvicinati, specialmente quelli dal terzo tipo in poi. Ci troviamo, infatti, di fronte a un fenomeno che non ha contorni così chiaramente definiti, perché si tratta di un campo in cui fattori neurologici, biochimici, sociologici e psicologici giocano ruoli del tutto nuovi, combinati in un modo tanto complesso quanto inusuale.

E’ importante che questa nuova frontiera venga esplorata con il massimo dell’apertura, intellettuale ed emotiva. E’ importante non essere guidati dalla sola razionalità, cioè da prove di laboratorio, né da posizioni fideistiche: entrambe non hanno nulla a che vedere con la serenità di spirito con cui si devono condurre simili studi. Altrettanto importante è che i bisogni profondi - da un punto di vista psichico - di chi si occupa del fenomeno siano sufficientemente coscienti da portare al minimo il rischio che ad analizzare i dati siano le proiezioni degli scienziati impegnati sul campo.

Alcuni studiosi del campo neurologico (1) hanno cercato di interpretare i fenomeni IR 4 come legati a diversi meccanismi di ordine fisiologico che occorrono piùo meno normalmente, come ad esempio l’evento che viene denominato "paralisi nel sonno": per la durata massima di un minuto, può succedere che il dormiente si svegli e che i suoi sensi siano del tutto funzionanti, ma che il corpo sia bloccato. E’ un’esperienza che pare sperimentino tutti gli adulti, mediamente una volta ogni due anni. A questa forma semplice di paralisi si affianca una variante con allucinazioni, molto rara, che sembra verificarsi nelle fasi di passaggio tra il sonno e la veglia.

Si intende con "allucinazione" una percezione del tutto soggettiva, che si verifica in mancanza di un oggetto reale da percepire. Le allucinazioni congiunte alle paralisi nel sonno - dette "ipnagogiche" - vengono descritte nei testi di neurologia come fenomeni di liberazione, verosimilmente legate al "riposo" delle funzioni di coscienza del cervello. Nelle forme allucinatorie con paralisi si possono avere visioni, sentire suoni o voci o addirittura si può avere l’impressione di toccare, di essere toccati, di muoversi, di avere un peso sul petto, di sentire odori. Si possono vedere luci o nebulosità luminose e i sintomi si possono accompagnare ad "Out of the Body Experiences" (OBE), sensazioni di uscire dal proprio corpo e di librarsi all’interno della stanza o all’aperto. La durata di simili fenomeni pare essere di una decina di minuti al massimo.

Un’esperienza reale.

"Sto sognando, e nel sogno mi accade di volermi alzare per prendere le guide telefoniche. Questo innesca un inizio di OBE - credo. Faccio uno sforzo per aprire gli occhi. Sento delle voci sommesse e qualche stridio di bambino provenire dal corridoio di casa. Mi sembra la voce di mia figlia, come se stesse dialogando e ridacchiando con qualcuno. Vedo un chiarore, come se ci fosse anche della luce. A volte capita che la bambina si alzi di notte e accenda la luce per andare in bagno. Non so distinguere se stia succedendo proprio questo. Vorrei alzarmi ma non riesco, è come se pesassi una tonnellata. Percepisco le voci ma non capisco cosa dicono. Una parte di me ha il dubbio che tutto ciò sia un sogno. Sento una forte inquietudine. Una luce rossa a vortice, circondata da un alone rosso madreperlaceo dall’aspetto di labbra, appare sopra l’armadio della stanza. Per due volte cerco di non guardarla. Un ulteriore sforzo e mi sveglio realmente. La casa è buia, nessun rumore. E’ in questo stato pienamente cosciente che avverto la paura per quanto mi è accaduto".

Apparizioni tranquillizzanti, nel corso di questi eventi, sembrano essere rare. Più spesso le persone identificano con mostri, fantasmi o vampiri le entità che sembrano animare in modo così improvviso le loro notti. Salvo poi rendersi conto di aver vissuto un’esperienza in uno stato alterato di coscienza. L’allucinazione appare perfettamente inserita nell’ambiente in cui la persona si trova in quel momento, dandosi quindi un’impressione di estremo realismo. Oltre che in persone che usano attivare il loro patrimonio cerebrale con sostanze chimiche di vario genere, e al di là degli stati patologici (psicosi), una simile condizione pare verificarsi soprattutto in condizioni di stress - ed è ciò che riferiscono anche le persone che hanno delle OBE indesiderate. Le paralisi con allucinazioni sono probabilmente OBE non riuscite.

Da sempre l’umanità dichiara di vedere "demoni, fantasmi, vampiri, lupi mannari, mostri e folletti" (1): provenienti da un mondo parallelo al nostro o materializzazioni di archetipi dell’inconscio collettivo che siano, il fenomeno è universale, presente fin dagli albori della civiltà attuale, descritto anche dagli autori classici come Orazio, Plutarco, Erodoto, Apuleio e Galeno.

Il campo, a questo punto, non è più di stretta pertinenza della neurologia, ma della psicologia analitica (2), che può aiutarci a identificare larga parte di questi fenomeni come un prodotto semionirico, legato alle parti "Ombra" del soggetto che le produce. L’inconscio prende spunto da forme e concetti che gli esseri umani hanno codificato fin dall’inizio della vita psichica, quando la sopravvivenza sembrava collegata soprattutto alle mere forze del destino e non vi era alcun concetto di autodeterminazione. Sono questi mostri antichi, i compagni quasi palpabili delle lunghe notti dei nostri progenitori, che utilizziamo per rappresentare, in modo comprensibile, le forze oscure che, da dentro di noi, attendono di essere portate alla coscienza.

Da ultimo, è possibile che le visioni siano legate alla produzione di allucinogeni endogeni - cioè prodotti dal nostro encefalo. Oppure che si possa seguire un "modello psicofisiologico", a causa del quale stato di sogno e stato di veglia potrebbero sovrapporsi, con una penetrazione della paralisi muscolare tipica del sonno REM (3) all’interno dello stato di veglia cosciente, e con una sovrapposizione delle immagini del sogno alla percezione reale dell’ambiente circostante.

Tutte queste spiegazioni sono molto interessanti, ma appaiono macchinose se confrontate con le memorie di chi è reduce da un IR 4. Nei racconti, la costanza degli elementi - anche di quelli non conosciuti al grosso pubblico - rendono alle esperienze dei contorni troppo precisi e coerenti per essere di origine allucinatoria. Il ritrovamento di oggetti di origine sconosciuta - i cosiddetti "impianti" - e le cicatrici sono elementi dotati di innegabile fisicità.

Ma volendo affrontare la questione dal solo punto di vista psicologico, la prima cosa importante da fare, in questi casi, è una valutazione della sensazione soggettiva di paura. Chi prova esperienze di OBE o di paralisi con allucinazioni riferisce la paura o al momento della sensazione di "stacco" dal corpo (per le OBE) o successivamente al ripristino dello stato normale di coscienza. Sia le OBE che le paralisi con allucinazioni sono vissute intensamente nell’attimo stesso in cui sono esperite e non vi è spazio per le emozioni dirette, che irrompono invece come una vampata successivamente alla presa di coscienza: cioè la vera paura si respira dopo, quando la razionalità può riprendere il sopravvento e si trova a fare i conti con qualcosa di incontrollabile.

La maggior parte dei tecnici della neurologia e della psicoterapia non credono alla realtà oggettiva degli extraterrestri, e tanto meno al fenomeno degli IR 4. Non sappiamo però se abbiano avuto contatto con qualche caso, e pensiamo di no. E’ probabile, effettivamente, che una parte dei risultati della casistica esistente sia frutto di un influenzamento da parte di psichiatri che già credevano ai fenomeni di Incontro. A questo proposito è bene ricordare che le memorie estratte sotto ipnosi non sono probatorie di realtà, in sé e per sé, ma devono essere conglobate alla vita del soggetto, ai suoi sogni, alle fantasie e all’espressione creativa per avere un senso. Si tratta quindi di condurre un lavoro approfondito sulle persone, e tutte le statistiche che producono centinaia di casi sono probabilmente inattendibili.

La paura espressa durante i racconti di IR 4 tocca le corde delle esperienze di violenza - quindi la paura è presente durante lo svolgersi dei fatti - ma ha una vibrazione peculiare, perché si percepisce una forte sensazione di diversità negli elementi del racconto, che possono costringere il terapeuta a rivedere il suo proprio rapporto con la paura, e a trasformarlo. Non è pensabile che si possano ascoltare centinaia di casi di questo genere con la dovuta attenzione, a meno che si sia totalmente non in contatto con la propria paura e con se stessi. Va da sé che, data la particolarità che l’ascolto terapeutico deve avere, questo atteggiamento renderebbe del tutto invalidata qualsiasi statistica.

Lavorare a fondo sulla paura dei soggetti porta sicuramente a scoprire qualcosa di nuovo nella loro storia individuale: che si tratti di traumi del passato di origine familiare o sociale, di una fragilità dell’Io, di desideri di compensare un senso di inferiorità o di fatti realmente, oggettivamente avvenuti è qualcosa che possiamo sapere solo stando molto a lungo con queste persone, aperti ad accettare qualsiasi possibilità.

Cosa dobbiamo veramente cercare? Ci sono in giro molte teorie e nessuna esposizione di una metodologia di lavoro seriamente condotto. In questo senso - e riprendo l’affermazione all’inizio - l’approccio al fenomeno deve essere cauto, tenendo presente ogni genere di teoria. Ma ci deve essere il supporto di un grande rigore professionale: prima fra tutti, la regola di non parlare in senso definitivo di ciò che non si conosce direttamente.

Ognuno di noi ha un suo modo di vivere e di utilizzare le esperienze. Sono i nostri bisogni a dirigere l’atteggiamento che abbiamo verso l’esterno e l’interpretazione dei fatti. Chi è vissuto con un desiderio non colmato di affetto, e ha scelto una strategia di ritiro nei confronti dei propri sentimenti, vede negli extraterrestri il nemico. Ma anche chi li vede a priori come portatori di una luce nuova sta facendo i conti con qualcosa che ha a che fare con la ricerca d’amore. Odio e amore sono due facce della stessa realtà, e da sempre l’essere umano si aspetta che l’Amore arrivi dall’alto, dal cielo.

Forse, se imparassimo a cercare l’amore dentro di noi, potrebbe diventare più facile anche scoprire da dove vengono gli extraterrestri.

Giulia M. d’Ambrosio

 

(1) Bruno Severi - "La Sleep Paralysis e gli Alieni" - Quaderni di Parapsicologia, Ed. C.S.P., vol. XXIX, marzo 1998, nr.1

(2) Carl Gustav Jung - "L’Uomo e i suoi Simboli" - Ed. Cortina, 1983

(3) REM significa "Rapid Eyes Movements", movimenti rapidi degli occhi; si osservano quando una persona sta sognando. Questa fase del sonno è accompagnata da un completo rilassamento di tutte le strutture muscolari.


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